NAPOLI, POLIFONIA UMANA.

Dinanzi a te un porticciolo, le barche si lasciano cullare dalla brezza marina, i pescatori – con addosso l'odore del mare – solcano sapientemente le acque. Tra cielo e terra si erge, maestoso, il Vesuvio, attorniato da una miriade di cittadine e paesi vesuviani. La veduta che offre via Nazario Sauro, a Napoli, è – con le sue sfumature - un paesaggio rimasto presente sullo sfondo come un abito che avvolge l'anima.

Quasi commossa, ti sembra di estraniarti dal caos circostante e dai numerosi scooter che sfrecciano tra i vicoli, tra l'onirico e il surreale del posto ti perdi nei tuoi pensieri. E capisci che è qui il posto in cui ti senti a casa. È questa la città che ti ha consentito di valicare i limiti, di affrontare le paure, rigettando l'infelicità. È il luogo che non ti fa sentire inadeguata, perchè accoglie tutti e l'abbraccio del golfo non esclude nessuno. Qui, cresce la tua capacità di sentire, con le note di antiche canzoni, che ti impediscono di sentirti sola, con i sorrisi gratuiti dei passanti.

E, ancor di più dinanzi al porticciolo di Mergellina, carezzata dalle onde e dal passaggio di un gabbiano, acquisti consapevolezza di quanto una città, così profondamente intrisa di contraddizioni, possa formare un giovane che si affaccia all'età adulta. E, dinanzi allo strazio di tanta bellezza, in un gorgoglio indistinto di “allerìa” e dolore lacerato, di inebriata dimenticanza e presa di coscienza, gli occhi chiedono di far entrare più vita, di mettersi in gioco e crescere. Napoli plasma il tuo io, portando con sé un segreto di verità e formidabilità da scandagliare. In questo caos frenetico, l'ansia da tempo si muta in capacità di assaporare ogni momento, di esplorare, anche quando si è presi dalla stanchezza. Capisci come, anche negli animi apparentemente più burberi, possa nascondersi la grazia, la gentilezza estenuata. Nell'entusiasmo disarmante dei bambini cresciuti nei quartieri meno abbienti, vestiti unicamente della propria autenticità, comprendi come esista la possibilità, per loro, di sottrarsi all'autodistruzione, se guidati da intelligenze accorate. A Napoli, risucchiata da questa polifonia umana, rinasci e non sei più lo stesso.

parole e scatti di Rosanna Caiazzo